Un giorno.
"Zio, ma tu com'eri al liceo?".
"Il liceo?" - panico e silenzio.
Sono sul divano, chiudo gli occhi e penso ...
... nel mezzo, o quasi, del cammino della mia gioventu' mi
ritrovai in una via schiavonia, stretta ed oscura, al numero 8.
La strada era piena di gente ed io ero la' ad aspettare un qualcosa che ancora non sapevo bene cosa
fosse, con un sacco di facce nuove intorno a me. Poi suono' una campanella ed un fiume di gente mi
trasporto', lungo le scale, in un'aula all'ultimo piano sulla cui porta era attaccato il cartello
"1M" che mai mi sarei immaginato prima. Molti dei visi spaesati che aspettavano con me in strada mi
circondavano.
Mi sedei in un banco in fondo alla fila e al mio fianco vidi due facce conosciute:
Sandro, mio compagno di classe in V elementare e Marco il mio primo compagno di banco del mio primo
giorno della prima elementare. Era passato del tempo ma li riconobbi subito. Poi in un silenzio
(si fa per dire) assordante venne una buona donna che agitandosi richiamo' l'attenzione delle oltre
trenta nuove facce.
"SILENZIO!!!" - tuono' la Frigo con aria sibillina. E' la prima parola che
ricordo di questo nuovo mondo.
Era il mattino del 1 ottobre 1968, il primo giorno del liceo.
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Trascorsi sono gli anni ed insieme abbiamo camminato, fino a veder le stelle che il Santo
Stefano ci mostrava dal numero 40. Uscimmo da quel luogo ciascuno per proprio conto, chi prima
e chi dopo, in ordine sparso, ciascuno per una propria strada. Forse, anzi sicuramente, non ci
siamo mai salutati, convinti che domani ci saremmo ancora ritrovati tutti a vivere ancora un
qualcosa che insieme avevamo condiviso nel tempo.
Dal 21 luglio 1973 giorno del mio esame di
maturita' ne e' passato del tempo. E i miei compagni, che fine hanno fatto?.
"Zio, ma tu studiavi???".
"Zio, ma ti piaceva qualcuna???".
"Zio, ma a te piaceva il latino???".
"Zio, ma tu facevi fughino???".
"Zio, ma i tuoi compagni com'erano???".
"Zio, ma tu ????????".
"Zio, SVEGLIA!!!"
"SI IO !!!!!!!".
Cara nipote, la vita e' una ruota, che gira sempre nello stesso modo.
Ho riaperto gli occhi, mi sono alzato dal divano ed ho pensato, ma insomma cazzo, di anni ne sono passati tanti, perche' non salutare finalmente i miei compagni ???!!!. Non penso che la povera Frigo intendesse dire che quella prima parola fosse stata anche l'ultima.
Con alcuni ci sentiamo, ma gli altri che fine hanno fatto !!! .
Ho rifatto l'appello mentalmente piu' volte, poi ho detto ma perche' non fare un qualcosa per risalutarli ancora e caso mai incontrarli di nuovo. Il tempo e' passato, giusto qualche anno, fate voi i conti. Forse si saranno modificati i profili delle pance e dei sederi, forse e' cambiata la densita' ed il colore dei capelli, che siate forse affermati o affamati professionisti, poveri possidenti o ricchi nullatenenti, singoli o accompagnati, belli o brutti, io penso che la voglia di salutare i miei compagni del liceo non sia venuta solo a me: non penso di essere perfetto.
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